Chiudiamo la stagione ritrovando quella vittoria che mancava da due mesi. Con un ampio turnover, Montero schiera il tridente offensivo con Milik punta e ai suoi lati Yildiz e Chiesa ed è proprio l’esterno azzurro a trovare la rete del vantaggio. Il raddoppio arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Fagioli (che dimostra di essere coi piedi di un’altra categoria) è proprio Alex Sandro a trovare il gol del 2-0. Il brasiliano saluta nel migliore dei modi, dopo 9 stagioni, 12 trofei e il record (insieme a Nedved) di essere lo straniero con più presenze in maglia bianconera (327).
La tipica partita di fine stagione, senza senso… un po come il nostro campionato.
Il Bologna domina per oltre un’ora, approccia alla gara col piglio giusto, aggredendo un avversario che sembrava trovarsi lì per caso e portandosi sul doppio vantaggio (2-0) dopo 11 minuti e trovando il 3-0 nella ripresa, con doppietta di Calafiori che sembra futuro sposo della Signora.
La Juventus ha una reazione di orgoglio e in 8 minuti ritrova un pareggio che sembrava una pura chimera fino a quel momento, grazie alle reti di Chiesa, Milik e Yildiz che chiude la contesa sul 3-3 rimandando all’ultima giornata la classifica definitiva delle due squadra, già qualificate alla prossima Champions League.
La vittoria della Coppa Italia 2023-2024 rappresenta qualcosa di molto più profondo della conquista dell’ennesimo trofeo da mettere in bacheca.
Abbiamo fatto la partita più bella della stagione, contro l’avversario più in forma e che -molto probabilmente- gioca il calcio più europeo fra le squadre italiane. Una partita accorta, difesa di ferro e attenta, centrocampo che pressava e ripartiva velocemente e attaccanti che facevano sempre il movimento giusto. Non abbiamo fatto giocare l’Atalanta, raddoppiando e bloccandola sulle fasce, riportando De Ketelaere ad essere il fantasma passato da Milano, annullando Pasalic e Koopmainers e -di fatto- lasciando Lookman senza rifornimenti. Non concedere un solo tiro (neppure uno!!!) nello specchio della porta a questa Atalanta è stato un capolavoro tecnico tattico di Allegri e dei ragazzi che hanno fatto una partita maestosa.
La vittoria di ieri non è stata solo contro un avversario forte, ma ANCHE contro un cecchino di arbitro e di addetto al VAR mandati da una Federazione di pagliacci che ha fatto di tutto perchè non fossimo noi a portarci a casa la Coppa Italia.
Davvero incredibile l’uso chirurgico del VAR nel restare spento e in silenzio quando si tratta di valutare un episodio a nostro favore, come il rigore mascoscopico non fischiatoci (con annessa espulsione del giocatore bergamasco già ammonito), mentre si accende improvvisamente alla ricerca del pelo nell’uovo come il frame che permetta di annullare un gol regolare per un pelo del ginocchio di Vlahovic in offside; FRAME mostrato in tv dieci minuti dopo l’accaduto, chissà come mai…
È stata la vittoria sbattuta in faccia a chi credeva fosse necessario un pallottoliere per contare i gol che ci avrebbe fatto l’Atalanta, incapace in 101 minuti (essi perchè ai 2 minuti di recupero del primo tempo, ci sono stati i 9 della ripresa) di sporcare i guanti di Perin o impensierirlo.
È stata la vittoria -forse l’ultima- di Massimiliano Allegri, ma questa è un’altra storia di cui parleremo a fine stagione.
Grazie ragazzi.
Grazie mister.
Grazie a chi ha sempre sostenuto questa squadra.
Questa vittoria e questa coppa sono solo NOSTRE.
Incapaci di battere la già retrocessa (e ultima in classifica) Salernitana, raggiungiamo il pari solo nei minuti di recupero e dobbiamo dire grazie all’ Atalanta che -battendo la Roma nel posticipo- ci da la certezza matematica di giocare la prossima UEFA Champions League.
Questa Juventus ha tanto da lavorare per la prossima stagione…
Ennesimo pareggio per la Juventus che ormai non sa più vincere. Prima mezz’ora male, in resto della contesa è stato sicuramente a panneggio dei bianconeri che -dopo il pareggio di Bremer che ha replicato a Lukaku- che sono andati vincino al gol vittoria.
Pareggio a reti bianche fra Juventus e Milan, due squadre che arrivano a questa superclassica senza motivazioni e giocano un primo tempo dove regna la noia e il tatticismo. Nella ripresa, la Juventus ci prova con maggior convinzione e sfiora più volte il vantaggio che comunque non arriva grazie alle parate di Sportiello e al salvataggio sulla linea di Thiaw.
La Juventus supera la Lazio nel doppio confronto delle semifinali di Coppa Italia e conquista l’accesso all’ultima e decisiva sfida della competizione, in cui incrocerà il proprio destino con la vincente del testa a testa tra Atalanta e Fiorentina.
Decisiva la rete di Milik che spegne i sogni di gloria di una Lazio capace di riportare in equilibrio la gara.
Come già anticipato telefonicamente, VI DAREMO TUTTE LE INFO SUI BIGLIETTI PER LA FINALE nei prossimi giorni.
Ormai non sappiamo più come commentare prestazioni come queste… siamo diventato una squadra improponibile, senza gioco, senza idee, senza carattere… in 95 minuti di gioco si ricorda un palo al minuto 88 e nessuna vera parate del portiere avversario.
Molto, molto, molto male… così non si va non solo lontano, ma da nessuna parte.
Sul banco degli imputati, tutti quanti!!!
Solita partita fra luci (poche) e ombre (tante) ed ennesimo risultato che non ci lascia scontenti. Sicuramente nelle ultime due uscite abbiamo giocato meglio, ma dietro soffriamo tantissimo e -per la quarta volta consecutiva- prendiamo due gol, troppi per una squadra che non ha ancora raggiunto una condizione di classifica definitiva. Buona la reazione dopo il gol preso, aver ribaltato il risultato ma subito dopo aver preso il gol del pareggio è grave, per come è arrivato.
Una sola parola: peccato. Peccato perchè abbiamo creato tanto e raccolto pochissimo.
Forse la Juventus migliore degli ultimi mesi, una partita condizionata dai tanti (troppi) errori sottoporta, specie di Vlahovic che nella prima frazione sbaglia veramente troppo. Chiesa riesce a trovare il pari alla fine ma una leggerezza di Ngonge (che fa un fallo stupido quanto inutile su Osimhen spalle alla porta) e regala il rigore che Szczesny para ma che i nostri dormono e sulla ribattuta arrivano prima quasi tutti i napoletani che ribadiscono in rete per il gol partita.
