Poca Joya a casa Dybala…

A 48 ore dalla scadenza ufficiale dell’ultimo contratto firmato (a 7,3 milioni), Dybala non ha ancora trovato squadra, con buona pace di tutti gli juventini che si strappavano i capelli quando la società Juventus -lungimirante come sempre- non lo rinnovò, consapevole di perderlo a zero.
Ha anche tolto la maglia dallo store ufficiale, proprio per sottolineare che l’ex 10 rappresenta ormai il passato.

Il calciatore argentino -spinto FORSE dal suo procuratore- immaginava che avvicinandosi alla scadenza contrattuale, si sarebbe scatenata un’asta per accaparrarsi le sue performance, invece… il NULLA!
Ad oggi -come riporta La Repubblica- le uniche società ad aver presentato un’offerta “ufficiale” sono le milanesi; si vocifera di 5.5 + bonus (legati alle presenze in campo) l’Inter, mentre il Milan si è fermato a 4. Ingaggi lontanissimi rispetto i 10 (+ bonus) pretesi dall’argentino e da chi cura i suoi interessi.

Premesso -e l’ho ripetuto fino alla nausea- che tecnicamente Dybala non si discute, il fatto che a fine giugno NESSUNA SQUADRA ITALIANA ED EUROPEA abbia cercato SERIAMENTE di prenderlo, è indicativo. E sottolineo, NESSUNA.
E chi l’ha fatto, l’ha fatto sempre al ribasso (molto al ribasso) e non puntandoci come un acquisto importante quale può essere prendere il 10 della Juve, che vanta oltre 100 gol in serie A.
Perchè?
Che la tenuta fisica e i tanti infortuni degli ultimi anni incidano?
Che in Europa l’UNICA partita di Dybala che si ricorda è il quarto di finale contro il Barcellona nel 2017?

Fossi in Paulo Dybala tornerei con la coda fra le gambe alla Continassa, chiederei scusa e -mandando a quel paese il proprio procuratore- pregherei per tornare, a qualunque cifra. Diversamente, sceglierei squadre di basso profilo come Napoli e Roma dove gli basterà segnare contro Juventus e Lazio per essere idolatrato come un re per tutta la stagione, ma lascerei perdere piazze che lottano per vincere il tricolore e dove deve giocarsi la maglia da titolare, perchè mentalmente il ragazzo non ha mai dimostrato di saper reggere la pressione.

Bentornato Moise

Moise Kean alla Juventus, adesso è ufficiale. Il ventunenne attaccante torna in bianconero con prestito biennale a 7 milioni (3 per la stagione 2021/22 e 4 per quella 2022/23) e obbligo di riscatto “al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi” al termine della stagione 2022/23.

Moise torna alla Juventus, dove è cresciuto e con cui ha esordito tra i professionisti.

Addio CR7…

Le strade di Juventus e Ronaldo si separano dopo tre stagioni, col portoghese che si è trasferito al Manchester United, dopo due giorni in cui si è detto tutto e niente.

La storia professionale (non parlo di ‘amore’ perchè non c’è mai stato, basta pensare che in tre anni non ha imparato una parola in italiano) fra Ronaldo e la Juventus era iniziata col portoghese attratto da una squadra che -al momento del suo arrivo- era all’apice della sua crescita economica e tecnica; è venuto alla Juve (oltre che per soldi) perché impressionato dal valore tecnico e societario, con la dirigenza che comprava chi voleva, arrivando due volte ad un passo dal trionfo europeo e poi eliminata sempre con prestazioni sontuose come quelle di Monaco o di Madrid.
Ed era questa la sfida di Ronaldo; dimostrare che con lui si sarebbe arrivati dove non erano riusciti i vari Pirlo, Pogba, Tevez, Higuan e tutti gli altri.

Il suo arrivo alla Juve ha illuso tutti noi che eravamo ormai in scia delle grandi big europee, ma è stato lì che per avere (e pagare) il calciatore più forte al mondo si è -come ho più volte detto- arenato tutto, soprattutto la crescita economica e tecnica della squadra. 

Non mi sento di biasimare e/o criticare il suo voler andare via dalla Juventus, non mi è sicuramente piaciuto il modo e le tempistiche. Non c’è stato rispetto per la Juventus in primis, per i compagni e per una società che -senza il suo mal di pancia- l’avrebbe tenuto tranquillamente fino alla fine del contratto, vedendolo andar via a 0 fra un anno. 
Sono stato fra quelli che ha sempre criticato i suoi atteggiamenti da primadonna, il suo anteporre se stesso alla squadra, il suo egoismo nel voler sempre cercare la gloria personale a quella di gruppo, l’incaponirsi a voler calciare i tiri da fermo e tutto quell’egocentrismo che scompare quando vedi che -pur di andar via- è stato disposto anche ad abbassarsi della metà l’ingaggio, mandando il proprio procuratore a bussare alle porte di tutte le big come un mendicante che bussa alla corte di un castello, dal quale viene puntualmente respinto, e che non fa onore alla sua grandezza e alla storia del suo nome.

Se mi metto nei panni del calciatore pieno di se e maniaco della vittoria e del voler frantumare ogni tipo di record, non mi sento di criticare la scelta di voler andare via dalla Juventus di oggi.
In tre anni ha avuto tre allenatori diversi, alcuni (molti) compagni improponibili per il suo gioco e una pandemia che ha condizionato anche l’adrenalina che ha sempre preso dagli spalti. 
Da quando è arrivato, la Juventus invece di fare passi in avanti anno dopo anno, ne fatti più di uno all’indietro. 

Una tifoseria malata la nostra. 
Una tifoseria che a causa dell’ossessione per la Champions League è acceccata da qualsiasi giudizio coerente e intelligente. Criticare (e non rimpiangere) un calciatore che in 134 gare ha fatto 101 gol (nessuno nella nostra storia ci era riuscito prima, nessuno!) e 22 assist è imbarazzante, triste, ridicolo e patetico. 
Resto sempre convinto che Cristiano Ronaldo il suo l’ha fatto nonostante tutto, la Juventus no. Ed è forse questo il rammarico più grande, aver avuto per tre anni uno dei calciatori più forti e decisivi nella storia del calcio mondiale e non avergli dato un paio di compagni all’altezza della sua grandezza.
Questa è la triste realtà e nient’altro.

Che poi conta solo la maglia e che nessun giocatore al mondo sarà mai più grande della storia del nostro club, questo è fuori ogni ragionevole dubbio.
Fino alla fine.

Morata ancora bianconero

Era nell’aria da qualche giorno, oggi è arrivata la conferma con il comunicato ufficiale da parte della società.

“E’ ufficiale il rinnovo di Alvaro Morata con la Juve: la punta spagnola vestirà la maglia bianconera fino al 30 giugno 2022, a seguito del prolungamento del prestito con l’Atletico Madrid. Morata resta dunque in quella che è casa sua. Una casa in cui, in totale, ha disputato 137 partite, 79 da titolare, mettendo a segno 47 gol e servendo 27 assist. 
Una casa in cui, dopo una prima esperienza dal 2014 al 2016, Alvaro è tornato lo scorso anno. «Essere qui un’altra volta è davvero molto bello. Oggi sono molto più grande come persona e come calciatore. Sono nel posto giusto al momento giusto, ritorno con più esperienza rispetto alla prima volta», aveva detto nel giorno della sua “seconda” presentazione in bianconero.”

Chiesa è bianconero!

Federico Chiesa è un giocatore della Juve. Lo ha annunciato, tramite una nota, il club bianconero nella giornata di oggi, prima che arrivasse il gong del termine delle trattative. Dal comunicato si apprende che la Juve “ha raggiunto un accordo con la società ACF Fiorentina per l’acquisizione, a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2022, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Federico Chiesa a fronte di un corrispettivo di € 10 milioni, di cui € 3 milioni per la stagione sportiva 2020/2021 e € 7 milioni nel corso per la stagione sportiva 2021/2022″

Bentornato Alvaro!

La Juventus ha finalmente il suo numero 9 e con comunicato ufficiale dichiara di aver raggiunto un accordo con la società Atletico de Madrid per l’acquisizione, a titolo temporaneo fino al termine della stagione sportiva 2020/2021, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Álvaro Morata a fronte di un corrispettivo di € 10 milioni, pagabili interamente nel corso di questo esercizio.

Un ritorno desiderato dall’attaccante spagnolo che si è anche ridotto l’ingaggio pur di indossare nuovamente la maglia della Juventus.

Benvenuto Weston!

Cresciuto a Dallas, maturato in Germania, gioca da tempo in nazionale ed è attivo nell’impegno sociale: ecco Weston McKennie, un texano a Torino. Da quattro anni e una delle doti che ha dimostrato è quella di farsi sempre trovare pronto, al posto giusto al momento giusto.

Grazie di tutto Blaise

Con l’arrivo del nuovo mister, è partito già il calciomercato bianconero. Blaise Matuidi lascia la Juventus dopo tre stagioni (e cinque titoli vinti) e giocherà in MLS per l’Inter Miami, squadra di proprietà di David Beckham. Grazie di tutto Blaise, per la tua professionalità e dedizione al lavoro.

Benvenuto Arthur Melo!

Juventus e Barcellona hanno ufficializzato lo scambio dei centrocampisti Miralem Pjanić e Arthur Melo, che avverrà al termine della stagione in corso.
Il bosniaco Pjanić lascerà la Serie A dopo nove anni e la Juventus dopo quattro stagioni; il brasiliano Arthur arriverà in Italia dopo due stagioni passate al Barcellona.

I due giocatori, entrambi con caratteristiche da registi, si scambieranno sostanzialmente i ruoli nelle due squadre. Per Arthur la Juventus pagherà al Barcellona 72 milioni di euro più altri 10 legati al raggiungimento di obiettivi prefissati, mentre per Pjanić ne riceverà circa quindici in meno: differenza motivata principalmente dall’età, dato che Pjanić ha sei anni in più.

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