Una sconfitta che fa male. Per come e quando è arrivata, all’ultimo secondo e per un errore clamoroso di Alex Sandro. Troppo affranti per trovare le parole giuste e commentare la gara.
FINALE Supercoppa italiana Inter-Juventus, mercoledì 12 gennaio 2022, presso Stadio Giuseppe Meazza alle ore 21:00.
Prelazione per i soci in TUTTI i settori, la scadenza RICHIESTA biglietti è possibile entro e non oltre le ore 15:00 di lunedì 27 dicembre.
Sarà possibile acquistare biglietti solo a favore di soci attivi con documento verificato e in possesso della Juventus Card (ex tessera del tifoso) o che ne abbiano fatto richiesta tramite il portale JOFC.
LE RICHIESTE VANNO FATTE SUI CANALI SOCIAL, WHATSAPP E SUL SITO WEB ENTRO E NON OLTRE LUNEDI’ 27 GENNAIO 2022 ALLE ORE 15:00
Oggi non contava la prestazione, il gioco, la manovra… oggi contava SOLO VINCERE perché era in ballo il primo trofeo della stagione 2020/2021 e il primo trofeo finisce nella bacheca della Juventus!
Mister Pirlo parte già meglio del suo predecessore, conquistando la supercoppa italiana contro lo stesso avversario che ci aveva battuto 7 mesi fa, conquistando il suo primo titolo da allenatore.
Partita frenata con Juventus e Napoli che hanno più paura di perdere che voglia di vincere; la partita si sblocca nella ripresa grazie a Cristiano Ronaldo svelto a scaraventare da pochi metri il pallone alle spalle di Ospina. A 10 minuti dalla fine il VAR concede il rigore che Diego Armando NANO Insigne spara fuori. Sull’ultimo calcio d’angolo, contropiede da manuale con Juan Cuadrado (il migliore in campo assieme a Szczesny) che vola verso la porta avversaria e appoggia verso Morata il più facile dei gol a porta vuota.Questa squadra dimostra ancora problemi in mezzo al campo, ma le presenze di Arthur e McKennie sono indispensabili per tecnica e dinamismo.
NONA SUPERCOPPA ITALIANA e come successo per scudetti e coppe italia, siamo i primi ad avvicinarci alla doppia cifra.E ora, rosicante in silenzio infimi esseri inutili.
Ho iniziato questa nuova stagione riservandomi alla sua conclusione un giudizio sull’allenatore ma sottolineando che -rispetto al precedente- avremo sicuramente avuto un gioco più offensivo, che non sarebbe sicuramente stato sinonimo di vittoria finale.
Dopo quasi metà stagione, i miei dubbi sembrano più che giustificati in quanto la fase difensiva di questa squadra è carente ma non perché la difesa (priva del suo Capitano e colosso difensivo) non è adeguata, ma perché il filtro della mediana è totalmente assente.
Ad ogni azione avversaria, si ha sempre la sensazione di prendere gol ed è una cosa assurda per quella che è la nostra storia, visto che su questo reparto abbiamo costruito le nostre vittorie più recenti e quelle passate.
In avanti poi, viviamo sull’estro del momento di uno dei soliti, ma il solo Matuidi a “far legna” in mezzo al campo è un problema che un allenatore non può non notare e cercare di far fronte.
Probabilmente il limite maggiore del nostro tecnico è proprio questo, continuare col suo credo calcistico e non saper leggere le partite e prepararle al cospetto dell’avversario che si ha di fronte.
Prima e durante il match.
Non meno di due settimane fa, la Lazio ci aveva preso a schiaffi, costruendo il suo successo a centrocampo con cinque uomini (due di qualità e tre di quantità) e con ripartenze sulle fasce laterali. E neppure quindici giorni dopo, la Lazio non cambia atteggiamento e approccio alla partita e noi -incomprensibilmente visto come è andata all’Olimpico- neppure.
E il 3-1 di Roma si ripresenta in Arabia Saudita e la Lazio, che vince ancora una volta meritatamente, si dimostra la nostra bestia nera in questo decennio in cui abbiamo trionfato nei confini nazionali, lasciando ai soli biancocelesti gli unici trofei che non siamo riusciti a conquistare.
