Addio CR7…

Agosto 28, 2021 By Black and White

Le strade di Juventus e Ronaldo si separano dopo tre stagioni, col portoghese che si è trasferito al Manchester United, dopo due giorni in cui si è detto tutto e niente.

La storia professionale (non parlo di ‘amore’ perchè non c’è mai stato, basta pensare che in tre anni non ha imparato una parola in italiano) fra Ronaldo e la Juventus era iniziata col portoghese attratto da una squadra che -al momento del suo arrivo- era all’apice della sua crescita economica e tecnica; è venuto alla Juve (oltre che per soldi) perché impressionato dal valore tecnico e societario, con la dirigenza che comprava chi voleva, arrivando due volte ad un passo dal trionfo europeo e poi eliminata sempre con prestazioni sontuose come quelle di Monaco o di Madrid.
Ed era questa la sfida di Ronaldo; dimostrare che con lui si sarebbe arrivati dove non erano riusciti i vari Pirlo, Pogba, Tevez, Higuan e tutti gli altri.

Il suo arrivo alla Juve ha illuso tutti noi che eravamo ormai in scia delle grandi big europee, ma è stato lì che per avere (e pagare) il calciatore più forte al mondo si è -come ho più volte detto- arenato tutto, soprattutto la crescita economica e tecnica della squadra. 

Non mi sento di biasimare e/o criticare il suo voler andare via dalla Juventus, non mi è sicuramente piaciuto il modo e le tempistiche. Non c’è stato rispetto per la Juventus in primis, per i compagni e per una società che -senza il suo mal di pancia- l’avrebbe tenuto tranquillamente fino alla fine del contratto, vedendolo andar via a 0 fra un anno. 
Sono stato fra quelli che ha sempre criticato i suoi atteggiamenti da primadonna, il suo anteporre se stesso alla squadra, il suo egoismo nel voler sempre cercare la gloria personale a quella di gruppo, l’incaponirsi a voler calciare i tiri da fermo e tutto quell’egocentrismo che scompare quando vedi che -pur di andar via- è stato disposto anche ad abbassarsi della metà l’ingaggio, mandando il proprio procuratore a bussare alle porte di tutte le big come un mendicante che bussa alla corte di un castello, dal quale viene puntualmente respinto, e che non fa onore alla sua grandezza e alla storia del suo nome.

Se mi metto nei panni del calciatore pieno di se e maniaco della vittoria e del voler frantumare ogni tipo di record, non mi sento di criticare la scelta di voler andare via dalla Juventus di oggi.
In tre anni ha avuto tre allenatori diversi, alcuni (molti) compagni improponibili per il suo gioco e una pandemia che ha condizionato anche l’adrenalina che ha sempre preso dagli spalti. 
Da quando è arrivato, la Juventus invece di fare passi in avanti anno dopo anno, ne fatti più di uno all’indietro. 

Una tifoseria malata la nostra. 
Una tifoseria che a causa dell’ossessione per la Champions League è acceccata da qualsiasi giudizio coerente e intelligente. Criticare (e non rimpiangere) un calciatore che in 134 gare ha fatto 101 gol (nessuno nella nostra storia ci era riuscito prima, nessuno!) e 22 assist è imbarazzante, triste, ridicolo e patetico. 
Resto sempre convinto che Cristiano Ronaldo il suo l’ha fatto nonostante tutto, la Juventus no. Ed è forse questo il rammarico più grande, aver avuto per tre anni uno dei calciatori più forti e decisivi nella storia del calcio mondiale e non avergli dato un paio di compagni all’altezza della sua grandezza.
Questa è la triste realtà e nient’altro.

Che poi conta solo la maglia e che nessun giocatore al mondo sarà mai più grande della storia del nostro club, questo è fuori ogni ragionevole dubbio.
Fino alla fine.

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